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Cammino degli Aurunci

E’ un percorso di 4 tappe, da fare in 4 giorni, con partenza da Minturno (Lt) e arrivo a Itri (Lt), nel cuore di un territorio poco conosciuto a sud del Lazio, i Monti Aurunci. La particolarità di questi monti è la estrema vicinanza al mare, tale da determinare un grande primato: il monte Petrella, la vetta più alta dei Monti Aurunci, con i suoi 1540 m. slm, a ridosso del Golfo di Gaeta, è la montagna “più alta e più vicina al mare” in Europa, difatti la distanza è di appena 6 km in linea d’aria. Il Cammino prevede un percorso in mountain bike di 150 km. Con tappe intermedie a Spigno Saturnia, Maranola e Itri. Il caratteristico borgo medioevale di Minturno è il punto di partenza del cammino e la destinazione finale è il Santuario della Madonna della Civita a Itri, già meta di pellegrini. I Monti Aurunci sono la strada, attraversando i sentieri del Parco Naturale dei Monti Aurunci. La vista sul golfo spazia dal Vesuvio a Ischia fino alle isole pontine e al promontorio del Circeo.

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Scheda tecnica

Lunghezza: km 151
Tappe: 4
Dislivello positivo: mt 5452
Tempo di percorrenza: 3/4 giorni
Difficoltà tecnica generale: BC (vedi tabella)
Impegno fisico: Elevato (la media di dislivello positivo è di 1350 mt)
Percorso sterrato in diversi tratti tecnico, con alcuni tratti da fare a piedi con bici a spinta

Storia

Il territorio dei monti Aurunci si configura, già nel 1700, come terra di confine sospesa tra il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio. Questa condizione ha influenzato profondamente lo sviluppo e l’identità di coloro che abitavano queste zone montane e, nello stesso tempo, vicine al mare. Il paesaggio dei monti Aurunci ha subito una lenta e graduale trasformazione dovuta alle attività antropiche che hanno prodotto opere che hanno modellato il territorio come ad esempio i terrazzamenti e i muri a secco, detti macere, realizzati per la coltivazione di uliveti. La millenaria presenza umana sugli Aurunci è testimoniata ancora meglio dagli antichi monasteri e dai piccoli rifugi, dai resti di dimenticate città e dall’eco di passate leggende che segnano il territorio del parco. Il territorio dei Monti Aurunci non è solo natura, ma anche storia, cultura e tradizioni che costituiscono la peculiarità di luoghi che conservano inalterato il proprio fascino

Fonti d'acqua lungo il cammino

Le fonti d’acqua sono numerose, soprattutto nei paesi che si attraversano e in montagna presso le sorgenti presenti lungo il percorso. 

Tappa 1: da Minturno a Spigno Saturnia Superiore

Lunghezza: km 32
Dislivello in salita: mt 950
Difficoltà tecnica: MC (Cicloescursionisti di media capacità tecnica)

Descrizione:
ll borgo di Minturno, luogo di partenza del cammino, è un caratteristico borgo medioevale. E’ la prima tappa del percorso. Esso nasce con l’antico nome di Traetto quando i Saraceni invadono l’antica città romana di Minturnae che si trovava presso la foce del Garigliano. Il borgo seppur modificato da più moderne costruzioni vanta diversi luoghi di interesse. Arrivando nella piazza che precede l’ingresso del paese si notano : la chiesa dell’Annunziata identificata dai tre archi ogivali che la precedono, essa custodisce affreschi gotico-rinascimentali e una Madonna col bambino di Francesco Curia; il palazzo comunale ospitato in un ex convento francescano e il Castello presso il quale c’era la prima porta del paese.
Il percorso prosegue per strade poco trafficate fino ad arrivare al Parco del Monte di Gianola dove è possibile ammirare la domus marittima della Villa di Mamurra, le antiche cisterne, la Grotta delle Janare, il Porticciolo Romano, l’area del termarium. Si prosegue per il borgo di Castellonorato per poi raggiungere Spigno Saturnia Superiore, termine della prima tappa.

Roadbook:
ll percorso ha inizio dalla piazza principale del borgo di Minturno, proprio sotto il Castello. Prima di lasciare il borgo in direzione Tremensuoli, percorriamo il piccolo centro storico, imboccando la stradina a fianco alla Chiesa di San Francesco d’Assisi. Una piccola sosta merita la Chiesa di San Pietro Apostolo. Si prosegue in direzione del Parco di Gianola. La strada diventa sterrata e imbocchiamo un single track alle spalle della casetta di legno dei Guardiaparco che ci conduce alla zona archeologica dove possiamo vedere la Villa di Mamurra e la Grotta delle Janare. Ritornando indietro su una sterrata parallela, arrivati alla Cisterna Grande (sulla destra) si imbocca un sentierino sulla destra in discesa che conduce su un single track molto suggestivo a fianco al mare. Lo imbocchiamo a sx e lo percorriamo con qualche tratto a spinta, per la presenza di grosse pietre, fino ad arrivare al Porticciolo Romano, molto caratteristico, che in effetti non è mai stato un porto ma bensì una peschiera. Proseguiamo scendendo sulla spiaggia e imboccando un sentiero a sx che dopo qualche curva ci riporta sulla strada principale. Ritornati alla casetta di legno prendiamo a sx in direzione del Ristorante La Villetta dove la strada diventa più stretta e in discesa raggiunge a dx la strada asfaltata che prendiamo a sx.
Superato il Camping Gianola prendiamo la prima a dx subito dopo il ponticello, fino a raggiungere l’Appia che prendiamo a dx. Dopo il Todis, giriamo a sx e passando sotto il ponte della ferrovia giriamo a dx. Superato il parcheggio di Lidl, prendiamo a sx in direzione Penitro. Si passa di nuovo sotto un ponte e si prosegue in direzione nord su una strada stretta che raggiunge Penitro. Si prosegue in direzione di Castellonorato e in corrispondenza di Via Monsignor Gargiulo, si gira a dx su una cementata ripida. La strada diventa ciottolata, siamo su una strada antica, probabilmente quello che resta di un’antica via della neve, che utilizzavano i pastori per portare il ghiaccio o il carbone sulla costa per la vendita.
La sterrata dopo circa 1 km raggiunge la strada asfaltata che conduce a Castellonorato dove percorriamo l’unica stradina nel borgo, sotto il castello e poco dopo girando a sx attraversiamo la caratteristica porta antica.

Si prosegue sulla destra per uscire da Castellonorato non prima di fare un passaggio per vedere la Porta Aurea, poco dopo il Cimitero di Castellonorato. Ritorniamo per qualche decina di metri indietro e imbocchiamo via Pella, che poi diventa via Marangon e dopo un ripida discesa raggiunge la sorgente di Capodacqua, la più importante sorgente di Spigno Saturnia, nel cui territorio sono presenti grandi serbatoi naturali di acqua, grazie al carsismo della sua montagna, in grado di soddisfare il fabbisogno di gran parte dei comuni del sud pontino.
Dopo aver attraversato il ponte sul torrente Capodacqua si prosegue dritto su una strada sterrata che conduce dopo 1 chilometro ad un incrocio con la via Aracoleli. Si svolta a sinistra in salita e si prosegue fino a Spigno Vecchio, termine della prima tappa.

Punti di interesse:

• Borgo di Minturno – https://www.camminodegliaurunci.org/il-borgo-di-minturno/
• Tempio di Giano – https://www.camminodegliaurunci.org/edificio-ottagonale-tempio-di-giano/
• Cisterna 36 colonne – https://www.camminodegliaurunci.org/cisterna-36-colonne/
• Grotta della Janara – https://www.camminodegliaurunci.org/grotta-della-janara/
• Porticciolo Romano di Gianola – https://www.camminodegliaurunci.org/porticciolo-romano-di-gianola/
• Porta Aurea – https://www.camminodegliaurunci.org/porta-aurea/

Tappa 2: da Spigno Saturnia Superiore a Maranola

Lunghezza: km 45
Dislivello in salita: mt 1800
Difficoltà tecnica: BC (Cicloescursionisti di buone capacità tecniche)

Descrizione:

Il borgo Spigno Saturnia Superiore o Spigno Vecchio, è situato ai piedi dei Monti Aurunci, proprio sotto la vetta più alta. Si presenta con una struttura urbanistica tipicamente medioevale , che si sviluppa intorno al castello di cui si possono ammirare i ruderi ovvero l’antica torre quadrata e alcune torri della cinta muraria. I pastori crearono i primi insediamenti abitativi, favoriti anche dall’abbondante presenza di acqua, difatti sono numerose le sorgenti utilizzate già dai romani. Lasciato il borgo il percorso prosegue su una strada a mezza costa in direzione della caratteristica Pineta di Selvacava per poi raggiungere il borgo di Esperia. Una strada di montagna in salita raggiunge una bellissima valle per poi salire sulla vetta del Redentore, con panorami mozzafiato su tutto il golfo di Gaeta dove, in una giornata limpida si possono ammirare il Vesuvio, l’isola di Ischia, Ventotene, Ponza fino al promontorio del Circeo. L’estrema vicinanza al mare di questi monti meravigliosi offre una vista spettacolare, sembra di essere su un enorme balcone sul mare.

Sulla vetta del Monte Redentore troviamo l’omonima statua del santo, uno dei venti monumenti innalzati in occasione del Giubileo del 1900 sulle vette italiane più rappresentative per celebrare l’inizio del nuovo secolo.  Una lunga discesa molto panoramica, prima sterrata e poi asfaltata, permette di raggiungere il borgo di Maranola.

Roadbook:

Dalla piazzetta di Spigno Vecchio si imbocca il sentiero antico alla destra del Castello lungo un single track in discesa, facendo attenzione ai tratti sconnessi, che si collega con la via Pedemontana che prendiamo a sx. E’ una strada asfaltata poco trafficata, a mezza costa, che dopo aver attraversato una gola dove è possibile vedere un vecchio mulino, prosegue in direzione nord verso Selvacava. Qui si possono percorrere i sentieri nella pineta di Selvacava che tagliano la strada principale asfaltata. Si prosegue in direzione di Esperia, ammirando sulla sinistra l’imponenza del Monte Fammera, con le sue falesie. Una cementata a sx conduce su una sterrata che, in parallelo alla strada principale, conduce a Esperia.

Si prosegue in direzione delle Orme del Dinosauro fino alla Valle Polleca e alla Forcella di Fraile. Alla fine della salita, in parte da fare a spinta, si raggiungere una strada sterrata dove si continua a sx. La strada, in salita, condurrà in località Valliera dove a dx imbocchiamo il sentiero per il Redentore. Si raggiunge la vetta con la statua da dove è possibile ammirare lo splendido panorama. Si prosegue in discesa sul single track (fare attenzione per i tratti sconnessi e senza protezione) che conduce prima al Santuario di San Michele Arcangelo e dopo qualche km al Rifugio di Pornito. Da qui la strada asfaltata, sempre in discesa, ci conduce fino a Maranola.

Punti di Interesse:

• Orme dei Dinosauri – https://www.camminodegliaurunci.org/le-orme-dei-dinosauri/
• Redentore – https://www.camminodegliaurunci.org/la-cima-del-redentore/
• Chiesa di San Michele – https://www.camminodegliaurunci.org/santuario-di-san-michele-arcangelo/

Tappa 3: da Maranola a Itri

Lunghezza: km 45
Dislivello in salita: mt 1800
Difficoltà tecnica: BC (Cicloescursionisti di buone capacità tecniche)

Descrizione:

Il borgo Spigno Saturnia Superiore o Spigno Vecchio, è situato ai piedi dei Monti Aurunci, proprio sotto la vetta più alta. Si presenta con una struttura urbanistica tipicamente medioevale , che si sviluppa intorno al castello di cui si possono ammirare i ruderi ovvero l’antica torre quadrata e alcune torri della cinta muraria. I pastori crearono i primi insediamenti abitativi, favoriti anche dall’abbondante presenza di acqua, difatti sono numerose le sorgenti utilizzate già dai romani. Lasciato il borgo il percorso prosegue su una strada a mezza costa in direzione della caratteristica Pineta di Selvacava per poi raggiungere il borgo di Esperia. Una strada di montagna in salita raggiunge una bellissima valle per poi salire sulla vetta del Redentore, con panorami mozzafiato su tutto il golfo di Gaeta dove, in una giornata limpida si possono ammirare il Vesuvio, l’isola di Ischia, Ventotene, Ponza fino al promontorio del Circeo. L’estrema vicinanza al mare di questi monti meravigliosi offre una vista spettacolare, sembra di essere su un enorme balcone sul mare.

Sulla vetta del Monte Redentore troviamo l’omonima statua del santo, uno dei venti monumenti innalzati in occasione del Giubileo del 1900 sulle vette italiane più rappresentative per celebrare l’inizio del nuovo secolo.  Una lunga discesa molto panoramica, prima sterrata e poi asfaltata, permette di raggiungere il borgo di Maranola.

Roadbook:

Dalla piazzetta di Spigno Vecchio si imbocca il sentiero antico alla destra del Castello lungo un single track in discesa, facendo attenzione ai tratti sconnessi, che si collega con la via Pedemontana che prendiamo a sx. E’ una strada asfaltata poco trafficata, a mezza costa, che dopo aver attraversato una gola dove è possibile vedere un vecchio mulino, prosegue in direzione nord verso Selvacava. Qui si possono percorrere i sentieri nella pineta di Selvacava che tagliano la strada principale asfaltata. Si prosegue in direzione di Esperia, ammirando sulla sinistra l’imponenza del Monte Fammera, con le sue falesie. Una cementata a sx conduce su una sterrata che, in parallelo alla strada principale, conduce a Esperia.

Si prosegue in direzione delle Orme del Dinosauro fino alla Valle Polleca e alla Forcella di Fraile. Alla fine della salita, in parte da fare a spinta, si raggiungere una strada sterrata dove si continua a sx. La strada, in salita, condurrà in località Valliera dove a dx imbocchiamo il sentiero per il Redentore. Si raggiunge la vetta con la statua da dove è possibile ammirare lo splendido panorama. Si prosegue in discesa sul single track (fare attenzione per i tratti sconnessi e senza protezione) che conduce prima al Santuario di San Michele Arcangelo e dopo qualche km al Rifugio di Pornito. Da qui la strada asfaltata, sempre in discesa, ci conduce fino a Maranola.

Punti di Interesse:

• Orme dei Dinosauri – https://www.camminodegliaurunci.org/le-orme-dei-dinosauri/
• Redentore – https://www.camminodegliaurunci.org/la-cima-del-redentore/
• Chiesa di San Michele – https://www.camminodegliaurunci.org/santuario-di-san-michele-arcangelo/

Tappa 4: da Itri al Santuario della Madonna della Civita

Lunghezza: km 45
Dislivello in salita: mt 1756
Difficoltà tecnica: BC (Cicloescursionisti di buone capacità tecniche)

Descrizione:

Dal borgo di Itri, che merita una visita nella zona antica con il suo castello, si raggiunge dapprima il caratteristico borgo sul mare di Sperlonga. Da qui si sale verso i monti per raggiungere un tratto molto suggestivo dell’Appia Antica che scende verso Fondi. La strada diventa sterrata lungo la foresta di Sant’Arcangelo che raggiunge l’Orto Botanico per poi proseguire in direzione del Santuario della Madonna della Civita, tappa finale del Cammino.

Roadbook:

Dalla piazza principale di Itri si percorre il Corso Appio Claudio fino alla seconda traversa a sinistra dove si svolta per proseguire a dx lungo la Via Appia. Si supera il Museo del Brigantaggio (sulla destra) fino ad imboccare sulla sinistra la contrada Ciovareccia che dopo un tratto in salita prosegue sulla sinistra sulla via Francigena, lungo un sentiero antico in salita. Dopo circa un centinaio di metri al Km 2,92 al bivio tenersi sulla sinistra. Al Km 3,49 proseguiamo verso destra in direzione di Casale di Valle Fredda. Al km 4,69 scendere a sinistra (vedi foto). Al Km 5,24 proseguire dritto lungo il single track. Poco dopo si troverà una recinzione con un cancello di rete, occorre aprirlo per proseguire ed è molto importante richiuderlo. IMPORTANTE: Al km 5,77 deviare a destra attraversando una cunetta e continuare lungo il sentiero visibile lungo il prato e poi nella sughereta fino ad arrivare a un cancello che conduce nell’azienda dei Monti Cecubi dove è possibile fare una sosta ed assaggiare un buon vino. Qui troverete un cartello “Attenzione al Cane” e occorre proseguire a piedi girando sulla sinistra per uscire dalla proprietà dell’Azienda dei Monti Cecubi (il cane è tranquillo ma non gradisce i biker). Dopo poche centinaia di metri, al km 7,36 girare a destra e al Km 7,50 di nuovo a destra seguendo il cartello Contrada Vagnoli. La strada sterrata incrocia dopo circa 1 km la strada principale asfaltata e si prosegue sulla destra fino al Km 9,07 dove si gira a sx lungo la contrada Magliana. Si attraversa una bellissima sughereta fino al Km 10,77 dove svoltiamo a dx per riprendere la strada principale Itri- Sperlonga dove si prosegue a sx in direzione di Sperlonga lungo una lunga discesa con panorama mozzafiato sulle isole pontine e il Circeo. Giunti a Sperlonga ci si affaccia al belvedere per ammirare il panorama e dopo un passaggio nella caratteristica piazzetta, dove è possibile caricare le borracce di acqua, si ritorna indietro per imboccare al Km 17,51 una salita lasciando alle spalle Sperlonga lungo via Fontana della Camera. L’asfaltato dopo poco diventa sterrato con diversi tratti sconnessi e prosegue in salita per circa 3 km dove dopo un tratto obbligato molto ripido si incrocia la via del metanodotto dove proseguiamo a dx. Dopo pochi metri tenersi sulla sx al bivio e proseguire fino al km 24 dove al bivio teniamo la sx. Dopo pochi metri deviare a dx sulla sterrata (guarda la foto). Al Km 24,66 mantenere la sx e proseguire lungo un single track fino al km 24, 83 dove teniamo la dx. e continuiamo attraversando una recinzione elettrificata a basso voltaggio (si può passare sotto ma fare attenzione) fino al km 25,04 alla fine della discesa in single track sterrata dove giriamo a sx sulla zona prato. Si raggiunge lo stesso punto di passaggio precedente dove giriamo a sx per ripercorrere un breve tratto (circa 300 mt) e incrociando l’asfalto si gira a sx in direzione del Casale di Valle Fredda. Poco dopo c’è una biforcazione e si prosegue tenendo la dx. Il percorso prosegue dritto fino al Cimitero di Itri dove si incrocia la strada Statale Appia e si sira a sx. Dopo pochi metri si imbocca a dx la via Appia Antica. Poco prima del cartello Via Francigena, al km 34,58 deviare a sx su un single track che scende verso la via Appia Nuova per poi riprendere a sx la via Appia Antica (sentiero Cai n. 925)per circa 1 km. Rientrati nuovamente sulla via Appia nuova, dopo pochi metri svoltare a dx in direzione della Foresta di Sant’Arcangelo (sentiero Cai n. 923). Al km 27,57 proseguire sulla sx lungo il sentiero principale. Si raggiunge una sorgente con un’area picnic e si devia a sx seguendo i segnali Cai. La strada diventa presto sterrata e prosegue in salita con tratti accidentati. Al Km 31,85 si fiancheggia un’azienda dove spesso si incontra un pastore Maremmano di solito innocuo (se ci sono animali al pascolo è necessario non avvicinarsi). Dopo poco, al km 42 al bivio tenersi a dx e proseguire fino a raggiungere l’Orto Botanico. Si prosegue ritornando indietro per pochi metri per salire su un single track in direzione di Ruderi di San Vennitto – Monte Vele (sentiero n.919). Si attraversa una bellissima pineta con a destra la vista sulla piana di Fondi e il Circeo. Alla fine di una salita ripida si prosegue a dx verso i ruderi che si lasciano a dx proseguendo su un sentiero abbastanza evidente. Si raggiunge un pianoro al km 45,14 dove proseguiamo dritto per qualche metro e poi a sx. Dopo la cunetta, prima di una grande pietra si gira a sx, si prosegue per circa 10 metri, di nuovo a destra dietro una grande siepe, si prosegue per circa 30 metri per poi girare di nuovo a sx salendo per raggiungere un sentiero sulla destra. Si attraversano dei pianori in discesa fino a un single track dove occorre fare attenzione al fondo sconnesso. Si raggiunge una strada sterrata e si sale a sx fino a raggiungere la strada asfaltata che a dx ci conduce al Santuario della Madonna della Civita

Punti di Interesse:

• Appia Antica – https://www.camminodegliaurunci.org/lantica-via-appia/
• Museo Archeologico di Sperlonga e Villa di Tiberio – https://www.sperlonga.it/museo.htm
• Santuario della Madonna della Civita – https://www.camminodegliaurunci.org/santuario-madonna-dellacivita/

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